Ecco che cosa hanno fotografato con la prima macchina fotografica
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Ecco che cosa hanno fotografato con la prima macchina fotografica

The first picture

Chi ha inventato la prima macchina fotografica propriamente detta? E che cosa ha fotografato? Andiamo a scoprire l’antenato dei nostri scatti digitali

Ufficialmente la fotografia nasce nel 1839 (precisamente il 7 gennaio, se vogliamo avere la data dell’annuncio ufficiale), quando cioè lo studioso e politico François Jean Dominique Arago, spiegò dettagliatamente all’Accademia di Francia (con annessa richiesta di un contributo economico per chi l’aveva inventata) l’invenzione di Louis Mandé Daguerre, la dagherrotipia, l’antenata della nostra macchina fotografica. Questa è considerata la data di nascita ufficiale della fotografia, se vogliamo ricondurci e riferirci a una data. Ma, indubbiamente, oltre a Joseph Nicéphore Niépce, di cui parleremo a breve e con cui Daguerre collaborò strettamente, la fotografia ha, tra i vari, almeno un altro padre: il fisico inglese William Henry Fox Talbot, inventore della fotografia nella nostra accezione moderna, ovvero una matrice a cui è data la possibilità di riprodursi all’infinito.
Talbot, poco dopo la presentazione del dagherrotipo, a fine gennaio presentò alla Royal Society inglese e scrisse ad Arago per rivendicare la paternità dell’invenzione denominata “fotografia”. Ma fu tutto inutile.
Ben diverso fu il destino di Daguerre, che infatti ottenne – grazie alla “sponsorizzazione” politica di Arago – un sussidio vitalizio che consisteva in 6000 franchi (4000 andarono invece a a Niépce figlio in quanto Joseph Nicéphore, il padre, era morto nel 1833, prima, quindi, della famosa “data di nascita” della fotografia”) – concessi dal re di Francia, Luigi Filippo, per l’acquisto e la commercializzazione del dagherrotipo.

LE PRIME FOTOGRAFIE – Ovviamente la “macchina fotografica” aveva già fatto diverse foto prima di essere ufficializzata.

In particolare, Nicéphore Niépce realizza le prime immagini stabili sfruttando la recente scoperta dell’utilità fotografica del bitume di Giudea. Il nuovo procedimento, che viene chiamato eliografia, è un positivo diretto. La prima lastra impressa fotografa i tetti ripresi da una finestra della casa dello stesso Niepce, e l’esposizione dura 8 ore. Un recente studio delle ombre fatto da Jean-Luc Marignier data la lastra 21 giugno 1827.

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